Riflessione per la 27esima domenica del T.O. : 4 ottobre 2026 – LA VIGNA DEL SIGNORE È LA CASA D’ISRAELE

Pubblicato giorno 3 ottobre 2026 - In home page

L’orgoglio e l’egoismo impediscono di riconoscere e di ricevere il dono più prezioso di Dio: il Suo Figlio Unigenito.

Dio accoglie, Dio perdona, Dio è presente, Dio è pace, Dio è misericordioso, Dio è vita, Dio è Amore.

“Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?”

E noi?

Quale la nostra risposta, i nostri frutti, il nostro servizio, le nostre opere, il nostro raccolto, la nostra accoglienza alla Sua Parola, i nostri germogli di Vita?

“Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”

Ricerchiamo il Senso della nostra storia?

“Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero”: è la Pasqua di Gesù.

Dio si rende simile a noi assaporando la morte e “passa da questo mondo al Padre”.

Dio consegna se stesso nelle nostre mani, accetta di farsi mistero insondabile di debolezza e manifesta la sua onnipotenza nella fedeltà ad un disegno d’amore.

La nostra vita ha un Senso perché segnata dalla Sua Parola.

È la storia che ci appartiene, è l’Alleanza di Dio con l’umanità, di Dio con ognuno di noi.

Saldamente ancorati nella fede alla “pietra angolare” che è Cristo rimaniamo in Lui come il tralcio che non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite.

“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”.

Solamente in Lui, per Lui e con Lui la Chiesa, popolo della nuova Alleanza, si edifica.

“In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri”

A.A. (fonte: QUMRAN2.NET)