L’orgoglio e l’egoismo impediscono di riconoscere e di ricevere il dono più prezioso di Dio: il Suo Figlio Unigenito.
Dio accoglie, Dio perdona, Dio è presente, Dio è pace, Dio è misericordioso, Dio è vita, Dio è Amore.
“Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?”
E noi?
Quale la nostra risposta, i nostri frutti, il nostro servizio, le nostre opere, il nostro raccolto, la nostra accoglienza alla Sua Parola, i nostri germogli di Vita?
“Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”
Ricerchiamo il Senso della nostra storia?
“Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero”: è la Pasqua di Gesù.
Dio si rende simile a noi assaporando la morte e “passa da questo mondo al Padre”.
Dio consegna se stesso nelle nostre mani, accetta di farsi mistero insondabile di debolezza e manifesta la sua onnipotenza nella fedeltà ad un disegno d’amore.
La nostra vita ha un Senso perché segnata dalla Sua Parola.
È la storia che ci appartiene, è l’Alleanza di Dio con l’umanità, di Dio con ognuno di noi.
Saldamente ancorati nella fede alla “pietra angolare” che è Cristo rimaniamo in Lui come il tralcio che non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite.
“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”.
Solamente in Lui, per Lui e con Lui la Chiesa, popolo della nuova Alleanza, si edifica.
“In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri”
A.A. (fonte: QUMRAN2.NET)
