“Non dimenticherò mai tutte le loro opere” – “Benedetto il Signore che rialza il povero” – “Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà”
Nella Sacra Scrittura la ricchezza è una benedizione, è l’amore di Dio; oggi, al contrario, è tremenda e disonesta: ci provoca, ci sfida, ci vince e ci schiaccia.
Donare generosamente agli altri senza tenere nulla per noi stessi è l’ideale, ma difficile.
“Finiti i soldi”, che ne è di noi, della nostra vita, delle nostre relazioni, delle nostre amicizie?
La liturgia eucaristica ci invita a vivere una ricchezza fatta di rapporti duraturi e profondi, anche a costo di rimanere senza beni materiali.
“Siamo ricchi”, ringraziamo il Signore e non dimentichiamoci di pregare, di “muoverci verso”, di sensibilizzare, di creare nuove opportunità specialmente verso i “poveri” che vivono fuori di casa nostra.
“Quando scelgo il bene, la bontà mi viene incontro e da quel momento ha il mio nome” (Ernesto Olivero)
“Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre”
A.A. (fonte: QUMRAN2.NET)
