Uniti, nella preghiera – V domenica di Quaresima: 22 marzo 2026 – VENITE FUORI

Pubblicato giorno 21 marzo 2026 - In home page

 “Signore, se tu fossi stato qui”: non è una preghiera, ma una ferita, la nostra fragilità; un’espressione che nasce quando la morte entra nelle nostre case, quando l’assenza di Dio è più pesante della Sua presenza.

È fede che trema, ma non tace e resta lì davanti al dolore che chiede spiegazioni e speranza nello stesso respiro.

Crediamo in una resurrezione lontana, ma il nostro cuore è ancora sepolto.

Gesù entra in questa nostra crepa, rompe la distanza e dice: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”.

 “Credi questo?”: la resurrezione è Il Volto davanti a noi, è La Voce che chiama per nome, è La Vita che osa entrare dove tutto sembra finito.

 “Io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele”

 

UN ESERCIZIO E UNA PREGHIERA – Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo – credettero in lui

 Dopo la tentazione, la luce, l’acqua e la vista siamo davanti al nostro sepolcro.

Affidiamo a Dio la nostra “notte”, la nostra debolezza, la nostra fragilità e la nostra fede rinascerà.

Lasciamoci toccare dalla Voce che restituisce il respiro e il nostro sguardo incontrerà la Verità.

Desideriamo rinascere e diciamo: “Sì”.

Aspettiamo Cristo là dove ci sentiamo morti e il nostro pianto, le nostre paure, le nostre sofferenze, la nostra rassegnazione, le nostre relazioni ferite, i nostri sogni spenti, le nostre stanchezze, la nostra tomba diventeranno Pasqua di Resurrezione.

“Venite fuori!”; in Lui l’umano e il divino si abbracciano: la morte diventa Soglia, la tomba Respiro, il pianto Speranza, il limite la Vita Nuova.

Scegliamo un gesto di solidarietà, una telefonata di riconciliazione, un perdono dato o chiesto, un passo verso qualcuno che abbiamo evitato, un atto di cura verso chi è solo.

La Pasqua comincia dove noi non possiamo più nulla e Cristo può tutto e noi “Padre, ti rendiamo grazie perché ci hai ascoltato. Noi sapevamo che ci dai sempre ascolto, ma l’abbiamo detto per la gente che ci sta attorno, perché credano che tu ci hai mandato”

A.A. (dal sussidio liturgico-pastorale “Quaresima e Pasqua”, ed. San Paolo)