“Li amò fino alla fine”: tutto inizia da un “cuore grande”, quello del Padre.
Amore genera Amore.
Gesù sceglie di restare con noi con un gesto semplice e disarmante.
Chi si aspetta folgori trova acqua in un catino e chi si immagina troni vede un grembiule allacciato alla vita del Signore.
Il Maestro si inginocchia davanti a noi per “renderci grandi”, si spoglia per amare senza misura.
La grandezza si rivela come servizio e la gloria come vicinanza.
Gesù lava i piedi a chi lo consegna e insegna che l’amore di comunione, di relazione, di perdono, di vita e di condivisione libera i nostri cuori.
La Pasqua comincia in questo semplice gesto: Dio si fa servo e noi riceviamo la dignità di figli amati.
Oggi si fa Memoria dell’istituzione dell’Eucarestia e dell’iniziazione al sacerdozio: il dono del pane spezzato e del vino versato sostengano il nostro pellegrinaggio, il nostro cammino, la nostra speranza.
Nutriti di Lui avanziamo verso la gloria preparata intorno alla Sua Mensa.
UN ESERCIZIO E UNA PREGHIERA – cominciò a lavare i piedi dei discepoli
Lasciamoci fare.
Impariamo ad inginocchiarci di fronte alle fragilità.
La vera forza del Vangelo è l’Amore che non si ferma davanti al limite, ma serve fino all’ultimo respiro.
Signore,
tu che non nascondi la tua fatica,
accogli noi nella tua umanità ferita
e insegnaci a non temere il peso del cuore.
A.A. (dal sussidio liturgico-pastorale “Quaresima e Pasqua”, ed. San Paolo)
