Fermenti #18 – Laici al timone delle parrocchie

Pubblicato giorno 19 settembre 2018 - In home page

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Germania: laici al timone delle parrocchie. Lavoro di squadra con i preti, nel rispetto dei carismi

Diminuiscono i sacerdoti, il clero invecchia. E si ripropone il tema della corresponsabilità dei laici nella conduzione della comunità parrocchiali


Qual è la situazione delle parrocchie e delle istituzioni ecclesiastiche e pastorali della Chiesa in Germania? La domanda è alla base di un importante studio realizzato dal portale ufficiale della Chiesa cattolica tedesca, www.katholisch.de.

Vi viene evidenziato che sempre più parrocchie debbono essere gestite in toto o parzialmente da laici “specializzati”. La carenza di sacerdoti e l’invecchiamento del clero, la diminuzione di fedeli, non sono risultate, per forza di cose, le sole motivazioni della partecipazione effettiva laicale alla gestione delle chiese locali: dalle risposte giunte a Katholisch.de dai responsabili della comunicazione delle 27 arcidiocesi e diocesi tedesche si evincono dati differenti, con esperienze articolate anche pluriennali. E se in alcune diocesi non sono stati previsti progetti atti a considerare il laico come “parroco” (l’arcidiocesi di Freiburg ha ribadito l’esclusività della responsabilità delle parrocchie da parte di un sacerdote), è pur vero che nel 2018, nel Paese si terranno solo 61 ordinazioni sacerdotali, meno di un terzo rispetto al 1995, quando furono 186. E occorre fare i conti con un clero che invecchia.

Il “modello federale”. Sono 185 le parrocchie oggi di fatto rette da laici e diaconi. I modelli degli interventi differiscono e questa varietà pastorale può essere riconducibile alla stessa matrice culturale federale tedesca che è base imprescindibile della vita nazionale – nella quale ogni singolo Land si autodetermina in una infinità di materie – ed è presente anche in ambito ecclesiale: la Conferenza episcopale tedesca (Dbk) lascia ampio margine di autonomia a ogni diocesi. E in alcuni casi ci sono diocesi che appartengono a più Lander.

Aachen, tre modelli. La diocesi di Aachen, ad esempio, propone tre modelli di intervento: nel primo, attivo già dal 1993, un laico o una “comunità di persone nell’esercizio della cura pastorale di una parrocchia” di nomina episcopale, è affiancato da un sacerdote “di moderazione” che in base all’ordinazione contribuisce alla gestione sacramentale; il secondo progetto è chiamato “leadership comunitaria nella comunità”, risale al 1998 ed è praticato in sei parrocchie, con un sacerdote che svolge la sua funzione canonica ma condivide tutti i compiti di gestione con un gruppo di volontari eletti. Il terzo modello si chiama “responsabili di direzione”, nel quale i volontari di più realtà territoriali sono incaricati della gestione e collaborano con un sacerdote che garantisce la cura liturgica e l’unicità pastorale.

La “visione” di Essen. La proposta che giunge dalla diocesi della regione industriale di Essen si chiama “Visione futura”, con tre comunità già rette da gruppi di laici. Sono in preparazione ulteriori squadre a Essen, Duisburg e Oberhausen.
Le comunità rimangono parte di una parrocchia, geograficamente più grande, alla quale afferiscono più realtà pastorali. Anche se nominalmente le parrocchie sono ancora gestite da un sacerdote, nella realtà sono a guida dei Gemeindereferenten (funzionari parrocchiali) a tempo pieno.

Le turnazioni nel Limburg. Nella diocesi di Limburg, la parrocchia di St. Ursula in Oberursel, senza sacerdote da molti anni, dal 2017 è guidata da tre volontari, e fra tre anni si terrà una valutazione diocesana dei risultati pastorali. Nella parrocchia di St. Birgid in Wiesbaden viene usato il sistema della “riunione di lavoro” con la turnazione ogni 4 settimane delle varie figure laicali attive in ambito pastorale, per rendere la gestione della parrocchia il più condivisa possibile, seguendo le linee guida del consiglio pastorale.

Magdeburg: il ruolo dei team. Nella diocesi orientale di Magdeburg due sono le attività laicali per la cura parrocchiale. “Luogo dove la chiesa vive” è un progetto che prevede che gruppi di dirigenti volontari assumano la responsabilità locale delle parrocchie, interagendo e inter-scambiandosi per cercare di avere una cura pastorale comune. Ma anche il vescovo è direttamente impegnato in un secondo progetto: laddove non sia presente un sacerdote assicura lui tutti i doveri liturgici e di guida ma coinvolge un team di gestione nell’esercizio della sua cura pastorale.

Il team è responsabile in parrocchia sia per le funzioni, la predicazione, la diaconia, le liturgie, sia per l’organizzazione e l’amministrazione tecnica e finanziaria, e al suo interno c’è un sacerdote non residente che svolge funzione di coordinamento e collegamento col vescovo.

A Trier da 900 a 35 parrocchie. I diversi modelli, dimostrano che la collaborazione amministrativa tra laici e presbiteri funziona e rende le parrocchie tedesche vive ed attive. I dati della ricerca possono essere letti su due livelli con alcune arcidiocesi e diocesi che si rifanno ai laici per le parrocchie, e le altre nelle quali una soluzione scelta è quella del sistema degli accorpamenti parrocchiali, come nella diocesi di Trier nella quale nel 2020 esisteranno solo 35 parrocchie dalle 900 del 2016.

qui l’originale di Massimo Lavena: https://tinyurl.com/y99szb2u

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