Frammenti – I CARE: 2 febbraio giornata della Vita Consacrata

Pubblicato giorno 31 gennaio 2021 - In home page

consacrati

Il 2 febbraio si celebra la “Giornata della Vita Consacrata”. Mi interessa? Ci interessa? Perché mi può interessare?

I Consacrati sono persone normalissime che, fino a un certo momento della vita stavano in famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella parrocchia, nella città e studiavano, lavoravano, forse guadagnavano bene, erano stimati, poi sono entrati in convento, in monastero, in una Famiglia religiosa o si sono messi generosamente a servizio della loro Chiesa diocesana, perché quello che vivevano non bastava loro. Non sono fuggiti dal mondo. Sono presenti più di prima, nella storia di questo tempo postmoderno. Che cosa è avvenuto? Com’è possibile?

Si sono sentiti abbracciati da un Amore grande e hanno risposto: “Eccomi!”. Non sono visionari, non sono neppure persone in poltrona. Hanno scelto di cercare il Volto di Dio…

Nel silenzio, nell’ascolto della Parola, nella preghiera che scandisce la giornata, nel servizio a chi è più fragile, nel lavoro che svolgono, “camminano insieme”. Si accolgono, forse anche con qualche fatica… come facciamo tutti noi. Non sono già santi, si impegnano a diventarlo.

Alcuni seguono il carisma di un Fondatore o di una Fondatrice, per cui connotano la vita di alcune caratteristiche: l’ospitalità, l’amicizia, la povertà, la missione, l’educazione dei giovani…Tutti vivono con sobrietà, scegliendo Chi e che cosa è essenziale e lasciando cadere ciò che è futile. Il cammino di santità non è “privato”, staccato dai fratelli e dalle sorelle che sono nel mondo. I Consacrati presentano al Signore le gioie, le fatiche, le delusioni, i sogni, i desideri, le sofferenze dell’intera umanità. Aiutano chi è confuso e privo di speranza, a costruire una scala di valori nella propria esistenza. Cercano di accogliere, come Gesù, con delicatezza e rispetto, quanti hanno bisogno di sentirsi presi sul serio e ascoltati.

In questo grande e alto servizio di fraternità, non possiamo lasciare soli i Consacrati. Li accompagniamo con la preghiera. Chiediamo al Signore che li benedica e li ringrazi, come sa fare solo Lui. Domandiamo per loro il dono dello Spirito Santo, perché siano sempre una luce, un segno di umanità buona, vera, umile, credibile: un canto di lode, un richiamo, a ciò che è essenziale e non passa.

S.C.

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