Frammenti – La preghiera con le Sacre Scritture (papa Francesco)

Pubblicato giorno 12 febbraio 2021 - In home page

4.1. pregare con la Sacra Scrittura

Le parole della Sacra Scrittura non sono state scritte per restare imprigionate sul papiro, sulla pergamena o sulla carta, ma per essere accolte da una persona che prega, facendole germogliare nel suo cuore. La Parola di Dio va al cuore.

La lettura della Sacra Scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera perché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo. La Bibbia è un dialogo.

Secoli fa, ogni versetto è stato scritto per ognuno di noi, per portare dentro di noi una Sua parola. Un passo della Scrittura, ascoltato già tante volte, un giorno, improvvisamente, ci parla e illumina una situazione che stiamo vivendo; ma bisogna che noi, quel giorno, siamo lì all’appuntamento con quella Parola, siamo lì ad ascoltare la Parola.

Dio, tutti i giorni, passa e getta un seme nel terreno della nostra vita; non sappiamo se il Signore oggi  troverà un suolo arido, dei rovi, oppure una terra buona dove far crescere il germoglio, dipende tutto da noi, dalla nostra preghiera, dal nostro cuore aperto. “Se oggi ascoltate la Sua Voce, non indurite i vostri cuori”, Dio passa continuamente e la Parola diventerà Vivente solo quando ci impegneremo e impareremo a condividerLa.

Attraverso la preghiera avviene una nuova “incarnazione” del Verbo: noi siamo i “tabernacoli” dove le parole di Dio vogliono essere ospitate e custodite, bisogna accostarsi alla Parola senza secondi fini e senza strumentalizzarla per poter visitare il mondo . Il credente spera in un incontro, sa che quelle parole sono state scritte nello Spirito Santo e che, in quello stesso Spirito Santo, vanno accolte e vanno comprese perché l’incontro si realizzi.

Noi leggiamo le Scritture perché esse “leggano noi”: è una grazia potersi riconoscere in questo o quel personaggio, in questa o quella situazione, la Bibbia è scritta per noi, per me, per te, per uomini e donne precisi, che hanno un nome e un cognome, come me, come te. La Parola di Dio, impregnata di Spirito Santo, quando è accolta con cuore aperto, non lascia mai le cose come prima; questa è la forza della Parola di Dio.

La “Lectio Divina”: una bella esperienza di preghiera, nata in un ambiente monastico. Si tratta di leggere il brano biblico con attenzione, o meglio con “obbedienza” al testo, per comprendere il  significato dentro noi stessi. Successivamente, si entra in dialogo con la Scrittura, così che quelle parole diventino motivo di meditazione e di orazione e ci si interroga su che cosa dice ad ognuno di noi. Infine si passa alla contemplazione dove le parole ed i pensieri lasciano posto al silenzio dell’amore.

Attraverso la preghiera, la Parola di Dio viene ad abitare in noi e noi abitiamo in essa; essa ci dà forza, ci dà serenità e, anche quando ci mette in crisi e nelle giornate “storte e confuse”, ci dà pace. La Parola di Dio si fa carne in coloro che l’accolgono nella preghiera.

La vita cristiana è opera di obbedienza e di creatività. Obbediente è colui che ascolta la Parola di Dio, creativo è colui che lascia che lo Spirito Santo lo aiuti a viverla.

“Ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile ad un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”, la Sacra Scrittura è un tesoro inesauribile. Il Signore conceda a tutti noi di attingervi sempre di più, mediante la preghiera.

 (Catechesi sulla preghiera – Udienza Generale – mercoledi, 27 gennaio 2021)

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