Frammenti – Piccole luci, nel buio della pandemia

Pubblicato giorno 9 gennaio 2021 - In home page

perdono

È appena iniziato il nuovo anno e, nello scambio degli auguri, molte persone hanno detto che il 2020 è da dimenticare. Certo, è stato triste, molto difficile, ha colpito negli affetti più cari, ha privato del lavoro, ha tolto sicurezza, ha costretto a seguire regole rigide, ha cambiato il modo di vivere e di rapportarsi….

Nonostante ciò, ci sono motivi per sperare, per credere che c’è una stella che illumina il nostro cammino, come ha illuminato quello dei Magi.

E’ Dio la stella che veglia premurosa sull’umanità, anche se lo sentiamo assente, quasi distratto, lontano. Dobbiamo credere che siamo tutti figli amati, sua gioia. Tre storie vere di questi giorni, vicine a noi, ce lo confermano.

Luce di gioia: due genitori adottano una bimba, abbandonata dalla mamma in ospedale. Nata prematura, la piccola deve rimanere per mesi nel reparto di neonatologia, ma proprio da qualche giorno ha lasciato l’ospedale: ha otto mesi, è vivace, sta bene.

Luce di speranza: un professionista ha un ictus molto grave. Viene sottoposto a un intervento chirurgico, che non sembra migliorare le sue condizioni. La sua vita, a lungo, rimane appesa a un filo, poi lentamente, grazie a cure specifiche e mirate, questo signore si riprende. Per Natale, cammina con il bastone e parla normalmente.

Luce di gratitudine: un tecnico va in pensione e ripercorre con il pensiero la sua vita. Riconosce che deve ringraziare una persona: una sua insegnante. La trova e le dice grazie, per averlo guidato a credere in se stesso. Non era motivato allo studio, perché non aveva fiducia nelle sue capacità.

Piccole luci, che forse possono incoraggiarci a camminare con speranza, quando tutto è buio.

S.C.

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