Frammenti – Una Chiesa in uscita, una Chiesa “martiriale”, una Chiesa che cammina (papa Francesco)

Pubblicato giorno 5 febbraio 2021 - In home page

cuore che ama

Davanti alla Parola Vivente le sorprese di Dio ci aiutano a renderci conto che tutti i nostri piani e tutti i nostri pensieri cadono e crollano; quando una Chiesa si chiude in se stessa e si dimentica di muovere i cuori e di annunciare la Buona Novella, invecchia, si indebolisce, si ammala e muore e ci sono due modi di morire: o morire chiusi in se stessi o morire dando la vita in testimonianza.

Una Chiesa che ha il coraggio, la “parresia” (franchezza)”, di portare avanti la Parola di Dio, e non si vergogna, è sulla strada del martirio.

Una Chiesa in uscita, una Chiesa “martiriale”, una Chiesa che “va per strada”, una Chiesa che cammina “può avere un incidente”; io preferisco una Chiesa ferita che una Chiesa malata nella chiusura di se stessa.

Mi piace pensare ad una Chiesa paziente che con tenerezza porta sulle spalle le situazioni di fedeli feriti a lei consegnati. La Parola di Dio non è una cosa che ci rende la vita facile e, a volte, ci mette in difficoltà, ma se la si porta con sincerità, con verità, con tenerezza, con “quel portare sulle spalle le situazioni e le persone” e con rispetto fraterno, sa “accarezzare”.

Mi piace pensare alle omelie in cui la Parola di Dio arrivi dritta al cuore e “abbracci” il nostro quotidiano. “Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi”: per poter annunciare la parola di verità, dobbiamo aver fatto noi stessi l’esperienza della Parola, cioè averla ascoltata, contemplata, quasi toccata con le proprie mani. I cristiani, che sono “il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui”, devono, prima di tutto, “venerare, leggere, ascoltare, annunciare, predicare, studiare e diffondere la Parola di Dio” (Dei Verbum n.25).

“La Chiesa, che proclama ogni giorno la Parola, ricevendone nutrimento e ispirazione, si renda beneficiaria e testimone eccellente di quella efficacia e potenza insita nella stessa Parola di Dio” (Dei Verbum n.1). Non siamo noi, né i nostri sforzi, ma è lo Spirito Santo che opera per mezzo di coloro che si dedicano alla pastorale; e fa lo stesso negli uditori, predisponendo gli uni e gli altri all’ascolto della Parola annunciata e all’accoglienza del messaggio di vita.

“La Chiesa non evangelizza se non si lascia continuamente evangelizzare. È indispensabile che la Parola di Dio diventi sempre più il cuore di ogni attività ecclesiale” (Evangelii Gaudium n.174). Ci sono però luoghi in cui la Parola di Dio non è stata ancora proclamata o se proclamata, non accolta come Parola di salvezza e ci sono luoghi dove la Parola di Dio viene svuotata della sua autorevolezza. La mancanza del sostegno e del vigore della Parola conduce ad un indebolimento delle comunità cristiane di antica tradizione e frena la crescita spirituale e il fervore missionario delle Chiese giovani. Noi tutti siamo responsabili se “il messaggio correrà il rischio di perdere la sua freschezza e di non avere il profumo del Vangelo”; pertanto, resta valido l’invito ad un particolare impegno pastorale per far emergere il posto centrale della Parola di Dio nella vita ecclesiale, favorendo l’animazione biblica dell’intera pastorale; dobbiamo far sì che nelle abituali attività di tutte le comunità cristiane, nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti, si abbia realmente a cuore l’incontro personale con Cristo che si comunica a noi nella Sua Parola.

La missione dei servitori della Parola, cioè dei vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e dei laici, è quella di promuovere e favorire questo incontro che suscita la fede e trasforma la vita; perciò prego, a nome di tutta la Chiesa, affinché portiate a compimento il vostro mandato. Facciamo sì che “la Parola del Signore corra e sia glorificata”, fino al giorno di Cristo Gesù.

La “Serva del Signore”, che è beata poiché “ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”, vi accompagni in questi giorni, come accompagnò i discepoli nella prima comunità, affinché siate guidati dallo luce e dalla forza dello Spirito Santo.

(tratto da: “il discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti dell’Assemblea Plenaria della Federazione Biblica Cattolica (FEBIC)” – sala del Concistoro, venerdi, 19 giugno 2015)

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