26 gennaio domenica della Parola – In ascolto di Gesù per avere i suoi occhi e le sue mani

Pubblicato giorno 17 gennaio 2020 - In home page

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Un giorno da vivere in modo solenne per riscoprire il valore e la centralità delle Sacre Scritture. È la “Domenica della Parola di Dio” istituita da Papa Francesco con la Lettera apostolica “Aperuit Illis”. Nel documento, il cui titolo è ispirato dal versetto del Vangelo secondo san Luca: “Aprì loro la mente per comprendere le Scritture”, il Papa stabilisce che “la III domenica del tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio” e fa propria l’affermazione dell’autore della Vulgata: “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo”.

“Molti cristiani – dice il teologo padre Ermes Ronchi – conoscono e frequentano ancora poco la Sacra Scrittura, ma l’attenzione sta crescendo e su questa onda si inserisce il Papa. La sua idea è vitale: sarà decisivo se riusciremo a mettere la Parola di Dio realmente dentro di noi”.

“Non una riflessione, ma una Parola che crea comunicazione e chiama a dislocarsi da sé. Dio comunica attraverso parole – non con tuoni, fulmini, effetti speciali. È l’umiltà di Dio che bussa al cuore dell’uomo con una parola semplice, disarmata, nel totale rispetto di ognuno”.

“Non è casuale la scelta della data: la terza domenica del tempo ordinario, a ridosso della Giornata del dialogo con gli ebrei e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. La Sacra Scrittura ha valore di unione. La scelta del Papa assume perciò grande valenza ecumenica e interreligiosa”.

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