La Trinità – Un Dio “famiglia”

Pubblicato giorno 5 giugno 2020 - In home page

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LA TRINITÀ – UN DIO “FAMIGLIA”

La festa della Santissima Trinità, una sosta contemplativa dopo un lungo percorso nel tempo quaresimale e pasquale. La liturgia di oggi ci invita a “prendere fiato” e, come quando in montagna si è percorso un lungo e difficile sentiero in salita, ci invita a voltarci indietro per vedere il meraviglioso panorama che finalmente si svela ai nostri occhi dopo tanta fatica.

L’opera della salvezza progettata da Dio Padre, realizzata in Gesù Figlio, compiuta nello Spirito Santo è opera di un Unico Dio.
Il Dio Trino e Unico che si è manifestato a noi in “Persone” diverse e con ruoli diversi.

Dio è creatore e Padre misericordioso.
Dio è Figlio Unigenito, eterna Sapienza Incarnata.
Dio è Spirito Santo che muove tutto verso il pieno compimento.

Contemplare la Santissima Trinità è contemplare un Dio che chiede di essere capito e accolto.
Egli è Tutto, Egli è il primo a creare una relazione che dà senso alla nostra vita, Egli è amore purissimo, infinito ed eterno. Egli “ci abbraccia” e “non ci abbandona” perché, per mezzo di Suo Figlio e con la potenza dello Spirito Santo, crea la famiglia.

Coraggio, fiducia, gioia… ricominciamo! Creiamo relazioni di amore e seminiamo parole di perdono.

PICCOLO ESERCIZIO PER LA VITA QUOTIDIANA – il segno della croce

Al mattino, a mezzogiorno e alla sera mi segnerò con il segno della croce per fare memoria dell’amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo: reciterò il “Gloria” in onore della Santissima Trinità.

Signore, Padre buono,
aiutaci a non dimenticare
che ogni giorno è un tuo dono:
fa’ che non ci stanchiamo mai di vivere
con questa gioiosa consapevolezza
per trasformare ogni attimo della nostra esistenza
in un incontro della nostra povertà
con la tua infinita grandezza.
Signore Gesù, Unigenito del Padre,
abita nei nostri cuori,
perché siamo capaci di sentire
in tutto il nostro essere
la commozione di essere figli,
fratelli e sorelle in te, l’Amato del Padre,
e l’emozione di poterti chiamare “Gesù”,
nostro Salvatore.
Signore, Spirito del Padre e del Figlio.
Fa’ che non ci dimentichiamo mai che, per noi,
la gioia non è una trascurabile suppellettile,
ma il dono ineliminabile del tuo essere con noi
e l’indice vivo della tua presenza.
Trinità adorabile, donaci l’umiltà
per aprirci allo stupore delle piccole cose
dentro cui ti sveli come forza dell’umile amore,
e per ripeterti ogni giorno
la nostra lode riconoscente.
Amen

(Dal sussidio “Sulla tua Parola – il messalino”, ed. Shalom)

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