“Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”
La nostra quotidianità è fatta di momenti di incontro con l’Altro e di relazioni interpersonali.
Se il Maestro è seduto su una barca, a pochi metri dalla riva, la speranza acquista un carattere decisamente più interessante e bello.
Navighiamo “con” e “in” Lui.
Il seme cade sulla strada e ha vita breve perché lo beccano gli uccelli del cielo.
Il seme cade in mezzo ai sassi e il terreno poco profondo lo fa germogliare subito, così come subito le sue radici si seccano per mancanza di profondità.
Il seme cade tra i rovi e germoglia con loro, ma non ha la stessa forza e ne resta soffocato.
Eppure il seme gettato dal Seminatore finisce sul terreno buono e produce spighe che maturano, germogliano e danno frutto, farina e pane.
Non tutto è sprecato come sembra, non tutto è da buttare via, non tutto va a rotoli nella vita.
C’è tanto bene nel mondo e noi siamo invitati a vederlo, a viverlo e a “contagiarlo”.
Volgiamo lo Sguardo su di Lui e sulla Sua Parola.
Doniamo speranza alla nostra quotidianità.
Continuiamo a seminare.
“Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna”
A.A. (fonte: QUMRAN2.NET)
